
Le coincidenze non esistono, nemmeno quando il tuo sguardo penetra le telecamere, fuori dagli spogliatoi, e mi raggiunge. Torino brucia, sotto i tendoni del tunnel manca l'aria. Indosso pantaloni a sigaretta e camicetta nera Prada, i capelli raccolti in una coda, vorrei essere nuda. Sto parlando con il nostro sponsor più importante e tu ti fermi, prima di entrare in campo. C'è ancora tempo prima del riscaldamento, P.B sta cantando la sua hit più famosa sul palco, circondato dai bambini delle coreografie. Sei abbronzato, gli occhi blu, i capelli bagnati. Resti in bilico la frazione di secondo per ricordarmi l'odore dei vestiti bagnati di sale e la tua macchina sulla spiaggia, aperta. Il tuo corpo spinge forte, fai quasi male dentro di me. Ma quanto mi fai godere, anche questo. Arrossisco, spero che il cliente non lo noti, a dire il vero, nemmeno tu - ma ovviamente sì, lo so perchè sorridi stretto. Quanto tempo è passato? Lavoro ancora al giornale durante la settimana e la domenica sera issata sullo sgabello, un'ora di diretta in televisione a parlare di calcio, di voi. E di te. Grandi passi. Tu ora sei un professionista. Io la donna giusta, al momento giusto, con il lavoro giusto. A fine partita, dopo la premiazione che riporta i gobbi in serie A, mandi qualcuno con un bigliettino in sala stampa: Ti ho voluta più di dieci anni fa a tutti i costi e oggi ti rivedo e non è cambiato niente. Rimani sempre molto bella, questo è il mio numero. Spero di vederti quanto prima.




