giovedì, 25 gennaio 2007

Alla fine nevica davvero e il maglioncino di cachemire che ho scelto questa mattina mi tiene al caldo per bene. Finisco la bozza di contratto che entro il prossimo anno dovrebbe assicurare alla società un'entrata di circa un milione di euro, ordino un caffè lungo e vedo i miei due colleghi scappare fuori a vedere la neve. Stringo la pashmina alle spalle e sorrido perchè mi viene in mente che ieri a quest'ora ero in macchina con Rusty, a chiedermi come sarebbe stato fare l'amore con lui per la prima volta dentro una stanza, su di un letto e con un tetto sopra la testa. Lui non è nervoso, sembra a suo agio dal momento in cui mi dice, buongiorno contessa. E sorride con quelle sue labbra carnose e bellissime. Il posto è appena fuori Glam City, ci sono un parco acquatico, la ruota panoramica e aerei che volano bassissimi all'orizzonte. Entriamo e il letto c'è davvero ed è circolare, completamente circondato da specchi e fasci di luci blu che scendono dall'alto fino a terra. Rido della situazione, sono impercettibilmente tesa quando inizia a spogliarmi lentamente, baciando ogni centimetro di pelle che scopre. E' eccitato, sento il suo cazzo duro premere contro la mia gamba, quando si incunea tra me e il tavolo. Guardo la mia immagine riflessa, la linea della schiena nuda, i capelli lisci, le sue mani, la sua lingua, inizio a scaldarmi. Non so cosa sia questo, mi sento distaccata, come ibernata, una bambola bionda. E' l'effetto Bomber, io lo sapevo, ma ci sono andata lo stesso. Rusty pero' è bravo, ci sa fare e mi vuole davvero, lo sto respingendo da troppo e mi riporta dove sono, ora nuda sotto di lui, la lingua tra le mie gambe. Sono bagnata, il mio corpo cammina da solo, è pura bellezza, il Selvaggio è scolpito, ha i muscoli tesi e uno sguardo appannato di voglia, è questo e mi basta. Veniamo nello stesso momento la terza volta. Riesco ad uscire dal ghiaccio solo dopo due ore che facciamo l'amore. Ho un'immensa testa di cazzo anche io, dopotutto. 

postato da: Laviny alle ore 10:15 | Permalink | commenti (5)
categoria:
lunedì, 22 gennaio 2007

E poi a me il Club del Venerdì è sempre piaciuto: un modo non previsto per assaporare cruditè provando ottimi vini bianchi francesi in compagnia di amici-colleghi-clienti. Qualcosa che anticipa il fine settimana, sotto ogni punto di vista. Perchè mai dovrei esserne esclusa ora? Con tutto quello che ho fatto prima di questo?

Ieri notte, mentre nuda lo tenevo stretto a me, ascoltavo il suo respiro calmarsi, diventare regolare e continuo. Ho pensato che non ho bisogno di niente altro che lui. E' un mondo intero, è la mia vita. Non lo faccio per soldi, nè interesse, nè utilità, non per lavoro, non per la coca, nè altro. E allora, dici tu? Non lo so, faccio solo quello che sento.

postato da: Laviny alle ore 14:07 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 19 gennaio 2007

Ci sono varie cose che mi fanno ridere e quasi altrettante che non riesco proprio a capire. Una di queste sei tu che stai facendo di tutto per allontanarmi e tenermi a distanza, quando sai perfettamente che in fondo non è ciò che vuoi. Non ti porterà a niente, hai solo da perderci e alla fine, sono convinta, dovrai persino umiliarti davanti a me per recuperare. E allora perchè continui con questa linea dura? Chi credi di convincere? Questo non è un palcoscenico, e sebbene ne abbia ogni caratteristica, tu non sei l'attore protagonista, forse questo ti sfugge completamente. Non capisco la possessività di alcuni uomini, guarda caso, sempre spesso i più puttanieri che io conosca: ti do quello che desideri, come e dove vuoi e per le volte che vuoi. Sul 'quando' mi hai costretta a porre un limite, è vero, ma solo perchè gli appuntamenti devono essere compatibili con il lavoro e il resto della mia vita, mi sembra di essere stata alquanto accomodante. Hai anche trovato una nuova casa - grazie, alla fine, perchè in sede, va bene la fissa per la coppa dei campioni, ma stava diventando davvero troppo rischioso per entrambi - uno spazio bello, arredato con gusto, spazioso, tutta parquet e pareti color panna, e il giardino interno e un portiere bravo e silenzioso, meglio di così, niente da dire. Ti sei sbattuto, ti sei dato da fare. E poi cosa succede? Si mette di mezzo il Bomber e tutta la tua sicurezza e la tua voglia dove vanno a finire? Ma possibile che agli uomini bastino sciocchezze simili per sentirsi feriti, sminuiti e dimenticati? Allora voglio spiegarti, perchè davvero ci tengo alla chiarezza su questo punto: lui non è stato nè il primo, nè sicuramente sarà l'ultimo, da che tu ed io ci frequentiamo. Cosa cambia che sia chi è? Pensi faccia differenza per me "il grande campione", e allora? Dovresti fare mente locale, con quel cervello offuscato che ti ritrovi, e capire invece che non è cambiato nulla, da quella notte. Soprattutto, non è cambiato per me, e questa è l'unica cosa che conti. Dovresti esserne più che felice e pensare, che culo, nonostante la mia immensa testa di cazzo si degna ancora di scopare con me. Questo dovresti pensare, idiota.

postato da: Laviny alle ore 12:51 | Permalink | commenti (16)
categoria:
giovedì, 18 gennaio 2007

Il Selvaggio mancava da un po', ora che mi ci fai pensare. Non che sia sparito, o non si sia fatto sentire in questo periodo. La verità è che sono molto concentrata sul Bomber e le mie energie confluiscono quasi interamente a lui. Tu dici sei fredda, quasi cinica, ma non è così. Ha festeggiato l'ultimo dell'anno con due amiche che conosco e poi è partito per le Canarie. E' tornato ed è un Selvaggio ammaestrato, tutto complimenti, sorrisi, fascino ed eleganza a portata di mano. Ieri sera, terminata la riunione più importante che ho organizzato dall'inizio dell'anno, mi ha invitata all'aperitivo al Liscio, con G. fresco dalla Tailandia e l'avvocato del Senato, come un appuntamento di public relations di fine giornata. Seduta di fianco a lui, ha tenuto gli occhi fissi sulle mia gambe, spostandoli sulle mani, notando il mio nuovo anello Bulgari, poi verso la collana di pietre Armani, fino alla camicia candida Miu Miu e di nuovo sulle calze Agent Provocateur. Gli ho detto, queste arrivano direttamente da Parigi. Ho accavallato abbastanza lentamente da permettergli di vedere anche il reggicalze, non lo indosso spesso, ma l'accordo di sponsorizzazione raggiunto oggi richiedeva la mia versione più sofisticata. Gli ho visto lo sguardo che l'ultima volta mi ha spinta contro un tronco, al centro del parco, ma voglio che aspetti. Ho bisogno di tempo anche io, questa volta. Voglio tenere ciò che è successo lunedì davanti agli occhi e dentro, dove deve stare, per il tempo che riuscirò a farcelo rimanere. Sulla pelle, come i lividi che mi ha lasciato addosso il Bomber.     

postato da: Laviny alle ore 14:07 | Permalink | commenti (3)
categoria:
martedì, 16 gennaio 2007

L'appartamento si trova in una strada privata, poco fuori una cittadina della Provincia Meccanica. E' ben posizionato e senza indicazioni sarebbe difficile trovarlo. Lui mi guida al cellulare da appena prima del casello: quando sarai sulla via non puoi sbagliare, guarda a destra e vedrai il mio porsche parcheggiato fuori. Lo stabile è molto signorile, non mi lascia sola finchè, superata la piscina coperta e la palestra, non arrivo davanti all'ascensore. Premo secondo piano. La porta è aperta, io penso che si fidi anche troppo, potrei avere con me una telecamera, una mini fotocamera e farmi un sacco di soldi, con questo appuntamento. Ma niente di tutto, lui dice che sono speciale e non ha paura. Io tremo impercettibilmente mentre gli chiedo se posso caricare il telefono ad una presa. In un modo violento sono emozionata. E' in camera da letto, si sta vestendo. La casa è calda, me ne accorgo mentre sfilo il cappottino Prada. Il salone è molto ampio, un enorme divano bianco è posizionato sotto la finestra centrale. Noto una chaise longue Frau in pelle e il tavolo Cassina di cristallo opacizzato. Ha il mio stesso cd audio Bang&Olufsen, montato in verticale, sul supporto, esattamente come il mio e le stesse identiche casse. Il plasma è sul canale generico di musica. Lui indossa jeans Dolce&Gabbana strappati e una t-shirt verde. Ha i capelli lunghi e folti e una pelle bellissima, non lo avevo notato prima. Dice ho organizzato la mia unica giornata di riposo mettendo te al primo posto. Sorrido e inizio a capire. E' educato, gentile, mi fa sedere accanto a lui. Vede i miei stivali, quelli di nappa Giancarlo Paoli, alti fin oltre il ginocchio. Dice, che stivali da puttana che hai. Sto rispondendo sono quelli dei video che ti piacciono tanto, lui mi attira a sè, mette le mani sotto il vestito, lo alza per guardare meglio il mio culo. Tira fuori la lingua, ma non tocca le mie labbra. Slaccia il reggiseno, ma non mi sfiora. Poi si slaccia la cintura e tira fuori un cazzo piuttosto lungo e già durissimo. Io gli dico, sarebbe meglio di no e mi alzo, vado verso verso il tavolo. Il fatto è che adesso ho voglia di lui, di sentire cosa è capace di fare. Mi siedo sull'angolo, apro bene le gambe, metto i piedi su due delle sedie che sono sotto. Lui è davanti a me, prende il cazzo, inizia a menarselo in fretta, sposta lo sguardo dalle mie gambe aperte ai miei occhi e andiamo avanti così finchè non è più possibile. Mi gira, mi tiene giù, sul cristallo e lo mette dentro. Ha una cappella gonfia e grossa, vuole sentire ogni singola cosa. Dice, se sei puttana ti faccio godere come non hai fatto mai. Mi sfida, scatta qualcosa e io mollo gli ormeggi: allora fammi  sentire, picchia forte. Lui tentenna, poi lo fa, il palmo ben aperto sul culo, mentre spinge più a fondo. Gli dico non mi fai male, cosa credi? Lo sento indurirsi e gonfiarsi ancora. Adesso mi sta scopando bene, ma non è il momento. Mi giro verso di lui, voglio vederlo, il Bomber, mentre ha questo sguardo torbido e perso, le mani sulle gambe, gli stivali sulle sue spalle, mentre mi stringe sensa lasciarmi un istante. E io tremo, alla fine, e godo, perchè lui continua a fottere in questo modo ed è un atleta, non si stanca. Così spacchiamo il tavolo, dice. Mi fa alzare, si butta sul divano candido, getta a terra un cuscino e aspetta. Glielo prendo in bocca che sta per venire. Bastano pochi movimenti della mia lingua, vado fino in fondo, glielo prendo tutto, lui gode urlando forte. Penso, cazzo i vicini. Ma siamo al centro del salone, l'appartamento è molto grande, la porta lontana e le finestre tappate, poca luce che filtra, sto buona così come sono. Rimaniamo in questa posizione per un pò, lui mi accarezza i capelli, io gli tocco le gambe, sento i muscoli tendersi sotto le dita, ha una pelle davvero liscia, incredibile per un uomo, penso. Risponde al cellullare, l'ennesimo giornalista che gli chiede come sta e come ha preso la sostituzione domenica. Lui alza la voce, fa un po' di scena, poi mi chiede ti sono piaciuto? Sì, super-Bomber. Decisamente sì.            

postato da: Laviny alle ore 11:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:
giovedì, 11 gennaio 2007

Quarta pastiglia di aulin, dalle cinque di mattina. Anzi, per la precisione, dalle quattro e cinquantanove dell'alba di oggi. Due litri di Evian bevuti, un solo caffè. E ancora non passa, mal di testa, lo stomaco sottosopra, un concreto senso di vertigine. Ieri sera festa di compleanno di E. al Milano Cafè, una ventina di persone, compresi vari rossoneri e neriblu. Ovviamente c'è anche F. Mi offre un bicchiere di vino bianco, ne approfitta mentre andiamo al bancone, riesce a gelarmi in un solo istante, immagino muoia dalla voglia di sapere e parlare e infatti dice guarda che lo sa tutto lo spogliatoio e non sai cosa dicono. Rispondo guarda che in ufficio da me è anche peggio, hanno poco da fare. Ma non sono convinta. E. si sballa parecchio, inizia ad urlare, si toglie le scarpe, alza la gonna, ma il peggio è che iniza a fare nomi e cognomi. F. accusa e incassa e non mi rivolge più la parola finchè non se ne va. Io sto esagerando, me ne rendo conto al quinto bicchiere e sono a stomaco vuoto. Ricevo una telefonata, non è il Bomber. Allora gli mando un messaggio e lui risponde da impazzire. Tutti sono convinti che stiamo scopando, ma non è la verità e almeno tu devi credermi. Salgo in macchina e lui mi chiama. Sto per fare la cazzata dell'anno, ma, inspiegabilmente, riesco ad evitarla: discutiamo animatamente, lui mi da il suo indirizzo di casa e butta giù il telefono.    

postato da: Laviny alle ore 15:30 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 08 gennaio 2007

Sto guardando uno dei due video: è girato in un interno, forse una camera da letto, più probabilmente una sala da bagno. Dico questo perchè lo spazio è piuttosto ampio e la superficie visibile dall'inquadratura è per lo più costituita da marmo rosa, forse del Portogallo. Le luci rendono un effetto scenografico, sono soffuse, ma nitide al tempo stesso, danno una colorazione dorata all'insieme. C'è questa figura femminile flessuosa e curvilinea, i capelli biondi. Un bel seno pieno, sodo, a guardare come poco si muove seguendo i suoi movimenti. Il ventre piatto. Il cellulare riprende riflettendo su un grosso specchio frontale, non si vedono i bordi. Lei è completamente nuda, bei fianchi, vita strettissima. Da come riesco a vedere sembra abbia una pelle compatta ed ambrata. Con un movimento lentissimo alza la gamba destra appoggiandola alla superficie: indossa stivali altissimi di nappa, neri, che la fasciano fino oltre il ginocchio. Si apre perfettamente così, si può vedere molto bene: è completamente liscia e depilata. Sposta leggermente la mano come per scendere ad afferrare qualcosa, poi il video si interrompe.   

postato da: Laviny alle ore 16:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:
domenica, 07 gennaio 2007

Alla fine, qui, serve proprio a questo: alla domenica prima dei lunedì, per fare il punto su quelli che sono stati e pianificare i prossimi sei giorni. Che poi non si pianifica mai quello che si crede, nè succede ciò che si pensa. E ieri è stato meglio così. Tasselli che cadono dall'alto e si incastrano perfetti col fondo.

postato da: Laviny alle ore 20:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 05 gennaio 2007

C'è la faccenda dei video, del trofeo in memoria del Cavaliere Senior, di Malta ventosa che non lascia gli allenamenti tranquilli e di una notte che non so come è fatta e di cosa saprà. Non so affrontare quello che voglio, Bomber, il problema è questo: ho voglia di te da sempre, da ancor prima di conoscerti, da prima che tu mi chiedessi il numero di cellulare, da prima di quest'estate, quando abbiamo incrociato per caso gli sguardi nel privè, caotici, accaldati, tu subito in fondo alla mia scollatura. E non era nemmeno la prima volta, se vuoi saperlo. Adesso mi dici in base a quello che vuoi, io mi organizzo il week end, voglio vederti e scoparti da dietro. Mi dici che con la mia voce oggi il cazzo ti è rimasto di marmo fino all'allenamento del pomeriggio, mi chiedi ancora un video, uno in più. E tu lo sai, te lo giuro, è la prima volta che mi succede, dormo a tratti, si è chiuso lo stomaco, quasi completamente, G. mi dice che sto bene così magra, ma non oltre. Io penso solo alle tue mani su di me, sul mio corpo snello, tra le mie gambe calde, bagnata appena mi sfiori. Sono capace di qualsiasi cosa, io. Discrezione massima, le nostre situazioni sono simili. Tu dici lo sai, per me è differente, fidarsi di te come sto facendo, credi lo faccia con chiunque? E forse io ti credo anche, perchè qualsiasi gola profonda e scribacchina pagherebbe per leggere quello che mi scrivi e vedere le foto di te che mi mandi. Il cellulare va fuori linea ogni manciata di messaggi tra noi, troppo pesanti, troppo frequenti, over the memory - credi io sia abituato a comportarmi così? non credi avrei un mezzo più adatto? -. Non credo nulla, Bomber, più di quello che sento. Non capisco più un cazzo, dal 13 dicembre.

postato da: Laviny alle ore 16:27 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 03 gennaio 2007

Niente traffico, questa mattina. Arrivo in ufficio con una buona mezz'ora di anticipo, il che è piuttosto eccezionale. Riesco a fare colazione. Il vento ha spazzato via, l'aria è limpida e i colori nuovi. Entro, indosso il cappottino smilzo nero di Prada, le decoltè nuove di Paoli e i maxi occhiali D&G che mi ha regalato, tra le altre cose, F. per Natale. La segretaria mi dice subito quanto è dimagrita, come mai? Io sorrido dietro le lenti e prima che possa rispondere lei mi informa che Il Capo aspetta. Mi affaccio nella sua stanza e lui rimane sorpreso, poi si distende e si alza. Mi bacia in piedi, di fianco alla sua scrivania, esplorandomi con la lingua. Una mano tra i capelli, l'altra a toccare le mie autoreggenti e poi le mutandine di pizzo LaPerla che ho messo, perchè non si sa mai che Il Campione voglia ricevere un altro mio video in ritiro. Mi bagno appena, lui se ne accorge, mi dice vai alla toilette, subito, ho voglia di dartelo. Io gli rispondo piano che l'ufficio è pieno di gente, ma lui se ne fotte e insiste. Poi squilla il mio fisso, il primo cliente mi cerca, sapevano che oggi rientravo. Mi divincolo e vado. 

postato da: Laviny alle ore 11:03 | Permalink | commenti (1)
categoria: