
Alla fine Il Capo ci tiene in ufficio che sono le 20.00 e quando usciamo, io e lei, non ne possiamo più. La città è viva, il traffico in pieno, la strada lucida di umidità, andiamo a bere un aperitivo insieme. Rusty mi chiama al cellulare e dice vi raggiungo, io non so se sia una buona idea, ma perchè no, poi? Il Radetzsky è già nella sua versione invernale: porte chiuse, tavolini esterni spariti e i funghi scaldanti sul terzo gradino. All'interno troviamo due amici di F., il gioielliere e un altro mai visto prima, cappellino, abbronzatura e occhio azzurro, streatly from Milano Vende Moda. Al terzo bicchiere di vino rosso mi ha già raccontato la parte più recente e interessante della sua vita, mi ha fatto leggere due sms bollenti completi di foto esplicite dal suo cellulare, si è già avvicinato toccandomi il braccio e la vita tre volte, lampeggiando negli occhi a quel modo che sai dove va. Rusty non arriva, mi scrive di aspettarlo, di non rientrare a casa. E io lo faccio. Quando arriva, parcheggia frenando a secco dietro la mia macchina e la prima cosa che faccio è infilargli una cuffietta delle due dell'I-Pod. Lui rimane sorpreso, dice ma questa è musica da innamorati, allora io spingo avanti il cursore alla prossima canzone, sorride aperto, mi stringe a sè e mi bacia come vuole fare da circa due settimane. La mia portiera è aperta, mi slaccia il trench, vuole vedere come sono vestita: indosso un completo nero di cachemire Loro Piana, molto pulito, decoltè Miu Miu e un paio di parigine acquistate nel pomeriggio. Quelle lo fanno scattare, avvicina il corpo al mio, per farmi sentire quanto sia già duro il suo cazzo, mi stringe la nuca, mi bacia a fondo con la lingua, mette un dito a tirare il perizoma, sotto la gonna. Io sono bagnata in un momento, vorrei almeno controllare questo per un po', ma è difficile e il vino che ho bevuto non mi aiuta. Rischiamo di scopare ancora tra la mia macchina e la strada, ma stasera c'è troppo traffico e le luci di Natale ed è un casino, e non c'è motivo che valga abbastanza, per me. Gli dico lasciami andare che è tardi, lui mi spinge dentro la sua macchina e mi porta nel parco lì dietro. Infila due dita dentro di me, continua a baciarmi, io gli graffio piano le spalle sotto la camicia, sento i muscoli tendersi. Non ce la faccio. Mi trascina fuori, mi appoggia contro il fusto di un albero escluso dal cono di luce del lampione: in un attimo tira fuori il cazzo e mi prende da dietro, la mia pelle sulle scaglie di legno tiepido. Non gli basta, mi gira di fronte, alza la mia gamba destra e mi scopa così, con una spinta profonda dal basso verso l'alto, guardandomi negli occhi, mettendo la sua lingua ovunque e io sono caldissima, lo so, sono aperta e sto godendo. Rusty dice mi fai impazzire, Laviny e viene subito, con un getto sull'erba.












