lunedì, 05 novembre 2007
La prima volta è stato di notte, l'autostrada illuminata dalla luna, una striscia di asfalto liscia tra le montagne. Ho spento le luci guidando. In lontananza, oltre le cime, sul mare, la tempesta in arrivo. Con me: brividi come fitte, senza aggiunta di roba, solo un bicchiere di vino dopo la doccia, prima di mettermi in viaggio. Appena raggiunta la baia, con la voce al telefono, le prime gocce, le labbra, la lingua. Il suo gusto, mai provato. Nudi, sul cotto tiepido della villa messa a disposizione dalla società. Il mare sotto, a picco verso la spiaggia. La seconda volta, un'altra piazza, un porticciolo bagnato e deserto, il mare dalla finestra. Siamo riusciti persino ad andare a cena, prima mi ha scopata sul ripiano di marmo dell'isola, al centro della cucina. Poi l'ho guardato leccare e mordermi forte i capezzoli mentre spingevo sopra e sentivo il suo cazzo tendersi e vibrare. Mai goduto così, nello stesso istante, più volte, fino all'alba. Ero fatta, molte ore più tardi. Il dobermann D-Squared, una luce viola nel buio della stanza. Telefonino in mano, voce roca registrata: sorridi, fammi vedere. Fissato con questi video di me nuda nel suo letto, per le sue case. A lei non lo chiedi, perchè? Osservavo lo stucco della camera da letto, ascoltavo. E' continuato a piovere per tutta la notte, non mi sono persa una goccia.  
postato da: Laviny alle ore 15:24 | Permalink | commenti (8)
categoria:
mercoledì, 10 ottobre 2007

Parcheggio sul marciapiede, due uomini seduti al bar di fronte a bere un caffè mi seguono con lo sguardo finchè non imbocco il tuo cancello e sparisco dentro. L'ascensore si ferma al secondo piano, dietro la porta musica molto alta. Non cambi mai. La blindata si apre, intravedo il tuo corpo nudo che si ributta a letto. Non ci diciamo buongiorno. Non ci diciamo niente. Sollevo la longuette,  salgo sul letto e apro le gambe su di te. Butto la borsa Gucci sul cuscino di fianco, si rovescia, escono le chiavi e il portafoglio Louis Vuitton, ho ancora il trench Fay addosso. Ti tiri su, prendi il mio viso tra le mani, mi baci con la lingua, ripetutamente la spingi in fondo, un movimento che mi eccita. O forse i tuoi capelli, ora liberi dai dread, così lunghi dall'ultima volta che ci siamo visti. Folti, non si sono rovinati poi tanto. Penso per un attimo a G. così fiera di aver fatto un buon lavoro con te, quel pomeriggio caldissimo, prima di partire per Torino. Prima di conoscere lui. Molto prima di conoscere lui. Il tuo cazzo è duro appena sfiori la mia pelle, non mi dai tempo per nulla. Dici solo, slaccia la camicetta se non vuoi che ti strappi tutto via. Tolgo la giacca, sfilo la collana Bulgari, lascio la gonna a terra. Rimangono solo le scarpe Lombardini, lacca bordeaux, plateau alto, con la zeppa. Lecchi le mie caviglie, dici, bellissime queste, come le porta Dita Von Teese. Mentre spingi dentro a fondo, prendi il mio piede in bocca, lo lecchi, lecchi ogni dita. Sprofondo in un lago. Penso che nonostante la barba e i capelli da due giorni di nave di trasferta in Sardegna, tu sia un lucido osservatore. Sono aperta. Non ti vedo da giugno, ma è come non ti avessi mai lasciato. Sono sciolta, naturale, i capelli sciolti sul lenzuolo. Mi lascio fare come vuoi, in tutti i modi. Mi giri e mi rigiri. Acceleri e poi ti fermi. Io tremo. Godo con te, ma tu esci fuori. Dici, cazzo mi fai venire subito, non va bene così. Vuoi anche il mio culo: io sono depilata, completamente. Lo apro piano, con le mie mani, per lasciarti vedere bene. Non l'ho fatto per te, ma ora non importa. Volevo partire, subito dopo la partita e dopo il week end. Lui non era solo, ha continuato a cercarmi tutto il tempo. Così ho pensato che sia troppo presto e che rimanderò a settimana prossima. Se l'ho conosciuto, un po' è merito anche tuo. Quando esco di qui, la prima cosa che faccio, è chiamarlo e raccontargli come mi hai fatta godere oggi. 

postato da: Laviny alle ore 15:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 24 settembre 2007

E' nell'aria/ancora il tuo profumo/dolce caldo morbido/come questa sera/mentre tu/mentre tu/non ci sei più/E questa sera nel letto metterò/qualche coperta in più/perché se no avrò freddo/senza averti sempre/senza averti sempre addosso/e sarà triste lo so/ma la tristezza però/si può racchiudere/dentro una canzone/che canterò..../Ogni volta che avrò voglia/di parlarti/di tenerti/di toccarti/di sentirti ancora mia/...è stato splendido/...amarti/...senza averti sempre addosso/...dentro una canzone.../
E quando un giorno t'incontrerò/magari per la strada/magari proprio sotto casa tua eh!!!/ma guarda il caso però/guarda il destino splendido!/crudele e splendido!/E intanto i giorni passano/e i ricordi sbiadiscono/e le abitudini cambiano!/E' stato splendido..../E' stato splendido/E' stato splendido
.

postato da: Laviny alle ore 15:39 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 07 settembre 2007

A volte si deve partire per aver davvero voglia di tornare. E' quello che succede qui, ora. Ne sento quasi il sapore. A metà di un giorno pigro ed improvvisamente ancora caldissimo, le immagini sono di nuovo pubblicate, i pezzi tintinnano, un dito svogliato ritorna. Ne hai bisogno. Leggo stralci e penso, neanche male, così. Non mi sono disintossicata, non ci sono riuscita. Però non vado in overdose da tempo e almeno questo è un fatto. C'è un altro calciatore in giro. E questo è il secondo fatto.  

postato da: Laviny alle ore 15:52 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 09 luglio 2007

Tengo duro.

postato da: Laviny alle ore 16:52 | Permalink | commenti (7)
categoria:
mercoledì, 27 giugno 2007

Non t'ho insegnato io / quello che stai facendo adesso da dio / mi fai tremare il cuore / mi fai smettere di respirare /  domani sarà tardi / per rimpiangere la realtà.

postato da: Laviny alle ore 13:41 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 25 giugno 2007
Non faccio l'amore da otto giorni. Non mi faccio scopare dal 6 giugno, addirittura. Direi che il momento-estate non sia il mio massimo, attualmente. E la cosa è piuttosto strana, data la mia forma e la mia voglia con ossessione, senza soluzione. Non c'entra la fine del campionato, scemo. O forse in parte anche sì, ma temo non sia solo questo. E' che un amante come lo immagino io non si fa. Una sex machine pura, un prototipo cristallino che non mi deluda, nè dia problemi. E' così difficile scoparmi senza pensieri? Non ci credo quando mi dici che mangiare troppa cioccolata fa male e quindi ti butti su di lei, al sicuro nella città giardino, lontana da Glam City, ma anche distante da te, più di quello che tu sappia. Io starò zitta, rispetterò la promessa che ho fatto a Dread. Dici, non m'importa di cosa fanno gli altri. Bravo, sei un uomo da sposare. Ma lei è una troia, e anche questa è una certezza. 
Sto accusando vuoti vari e non mi piace.
postato da: Laviny alle ore 14:25 | Permalink | commenti (7)
categoria:
mercoledì, 20 giugno 2007

Dal calcio e suoi derivati. E' possibile?

postato da: Laviny alle ore 15:37 | Permalink | commenti (3)
categoria:
martedì, 19 giugno 2007

Le coincidenze non esistono, nemmeno quando il tuo sguardo penetra le telecamere, fuori dagli spogliatoi, e mi raggiunge. Torino brucia, sotto i tendoni del tunnel manca l'aria. Indosso pantaloni a sigaretta e camicetta nera Prada, i capelli raccolti in una coda, vorrei essere nuda. Sto parlando con il nostro sponsor più importante e tu ti fermi, prima di entrare in campo. C'è ancora tempo prima del riscaldamento, P.B sta cantando la sua hit più famosa sul palco, circondato dai bambini delle coreografie. Sei abbronzato, gli occhi blu, i capelli bagnati. Resti in bilico la frazione di secondo per ricordarmi l'odore dei vestiti bagnati di sale e la tua macchina sulla spiaggia, aperta. Il tuo corpo spinge forte, fai quasi male dentro di me. Ma quanto mi fai godere, anche questo. Arrossisco, spero che il cliente non lo noti, a dire il vero, nemmeno tu - ma ovviamente sì, lo so perchè sorridi stretto. Quanto tempo è passato? Lavoro ancora al giornale durante la settimana e la domenica sera issata sullo sgabello, un'ora di diretta in televisione a parlare di calcio, di voi. E di te. Grandi passi. Tu ora sei un professionista. Io la donna giusta, al momento giusto, con il lavoro giusto. A fine partita, dopo la premiazione che riporta i gobbi in serie A, mandi qualcuno con un bigliettino in sala stampa: Ti ho voluta più di dieci anni fa a tutti i costi e oggi ti rivedo e non è cambiato niente. Rimani sempre molto bella, questo è il mio numero. Spero di vederti quanto prima.  

postato da: Laviny alle ore 16:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 13 giugno 2007

Agire Credere Sperare. Riesci a farmi ridere mentre schiaccio invio per la tua rassegna stampa con un piccolo allegato. Stasera mi leggerai. Io non ci sarò. 

postato da: Laviny alle ore 11:19 | Permalink | commenti (1)
categoria: